L’ATTESA PER IL NUOVO VESCOVO
- Nando Marinucci
- 29 ago
- Tempo di lettura: 2 min
Tutto nelle mani di una Chiesa testimone di lieti eventi del passato
La scorsa settimana un articolo apparso nella cronaca di Chieti [il Centro del 18 agosto], raccontava le attività di questi ultimi tempi per la successione alla Cattedra di San Giustino. L’Arcidiocesi di Chieti Vasto, dopo le proroghe accordate a Mons. Bruno Forte, attende dal Vaticano la nomina del suo successore.
La sala stampa vaticana ogni giorno, nel suo bollettino speciale, rende pubblico, fra l’altro, tutte le rinunce e tutte le nomine nelle varie diocesi nel mondo. Basterebbe visitare il sito ufficiale per raccogliere ogni sorta di notizia sulle attività della nostra Chiesa e poi farsi l’idea di quale possa essere il carico di responsabilità nel mondo per una istituzione, per così dire, spirituale.
Ogni giorno sempre nuove nomine, dunque, ma quella della nostra chiesa sembra conoscere una strana, quanto mai inspiegabile, lentezza.
L’attesa sembrava esaurirsi i primi giorni di agosto [alla scadenza dei due anni di proroga], ma dopo l’assenza di qualsivoglia notizia ufficiale, dopo i silenzi degli ambienti locali e, soprattutto, quell’articolo di G. Lettieri che rimanda al prossimo autunno ogni decisione sulla nomina, adesso, tutto si concentra in un tempo sospeso.
Nel passato, la storia della nostra Chiesa locale non ha mai registrato particolari casi di sospensione o di sede vacante se non quella che portò alla nomina di Mons. Venturi, il vescovo della Chieti Città Aperta. Fu nominato dopo oltre un anno e mezzo e dopo una conflittualità politica messa in atto dal diritto di veto esercitato proprio dal regime fascista, in applicazione del Concordato firmato da poco. Per la verità fu il primo, e forse l’ultimo, diritto di veto invocato e contro Mons. Valeri vescovo di Brindisi, definito poco gradito.
Una brutta pagina per la storia italiana e per la chiesa dell’epoca.
La scelta di Mons. Venturi comunque andò male al regime; il vescovo assunse una posizione di forte contrasto morale ed umanitario contro le azioni e le leggi fasciste, con la condanna delle Leggi Razziali ed il salvataggio degli ebrei internati in Abruzzo e delle popolazioni rifugiate nella città.
Mons. Venturi si impegnò anche personalmente alla difesa dei più deboli, al rilancio della città e al bene dell’intero territorio, con un rilancio che si concretizzò poi negli anni della ricostruzione: pagine davvero belle per quella Chieti, per quel territorio e per la sua popolazione.
Le attese, dunque, per la nostra storia, per i nostri luoghi, per le attività della nostra Chiesa, non possono che godere, anche, dei buoni auspici nutriti, dunque, dai lieti eventi del passato, dalle note certezze del cammino di salvezza e dalla fede di un popolo che scioglie ogni dubbio, anche nella burocrazia delle carte, e nelle ombre e nell’oscurità delle dimensioni secolari.
Nando Marinucci
Nuovi Tempi




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