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IL VIAGGIO DELLA VACANZA

  • Immagine del redattore: Nando Marinucci
    Nando Marinucci
  • 5 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

Il disagio di un’Italia del disordine



Ho avuto la fortuna di mettermi in viaggio per una breve vacanza sulla scia dei classici indirizzi di famiglia. In totale duemila chilometri sulle strade e le autostrade d’Italia. Abruzzo, Marche, Emilia - Romagna, Liguria e Piemonte su autostrade impossibili e poi il ritorno per altre strade, quelle statali, regionali e provinciali meno trafficate, attraversando tutta la Lombardia e poi la costa adriatica fino al nostro Abruzzo godendo delle bellezze altrimenti ignote.



Un viaggio incredibile; registrando sulle autostrade ogni sorta di disagio per una circolazione diventata davvero complicata oggi. Senza parlare dei noti e vergognosi costi dei carburanti, dei pregiatissimi pedaggi e dei rari ma quanto mai preziosi spuntini italiani, tutto un mondo in evoluzione sulle autostrade d’Italia.



Tralasciando anche gli aspetti legati al grande volume di traffico del momento e al caldo esagerato di questi tempi, è sconcertante davvero rilevare come sia diventato ancora più negligente, scorretto, imprudente ma soprattutto aggressivo l’automobilista italiano.



Guide spericolate ed imprevedibili, addirittura, provocatorie ed irritanti con infrazioni le più elementari che possono sicuramente arricchire il noto repertorio dell’automobilista italiano.



Uno stress debilitante, comunque, per quanta maleducazione si riesce ancora a registrare e ad assorbire in un semplice viaggio di vacanza. Tagli di corsie, persistenze ossessive su quelle di soprasso, tallonamenti al limite dei contatti, mancate precedenze, velocità inadeguate, e poi i telefonini, e i gesti offensivi, e l’abuso dei segnalatori ed infine gli stati alterati: un quadro raccapricciante.



Autostrade: luoghi chiave anche per individuare i nuovi caratteri di questa nostra società che va preparandosi ai nuovi tempi. Una trasformazione in atto, dunque, in questi strani luoghi affollati ma forse anche utili; ecco l’umanità che ci sorprende e che riesce a stupirci ancora.



Dai vertici il proclama di un’Italia del progresso e del movimento, dalla base si registra quella del disagio, della miseria e del disordine.



Nando Marinucci

Nuovi Tempi


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