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DA CITTÀ CAMOMILLA A CITTÀ RING ?

  • Immagine del redattore: Nando Marinucci
    Nando Marinucci
  • 28 ago
  • Tempo di lettura: 2 min

La nostra città di Chieti, tra le tante definizioni finora collezionate nella storia, gode anche della fama di Città della Camomilla.

Ricorre il centenario da questa prima definizione creata dal giornalista del Resto del Carlino nel marzo del 1926, in occasione del processo a Giacomo Matteotti; Alberto Mario Perbellini definì Chieti città luogo di serenità e silenzio, capace di far riposare lo spirito e calmare gli animi, in netto contrasto con i tumulti dell’epoca. Chieti, Città della Camomilla: una bella sintesi per la storia.

Una definizione, però, che assunse tristezza molto profonda per un’etichetta che fu molto contestata. In effetti si dipingeva una realtà tranquilla, di pace sociale ma che ignorava i reali problemi economici dell’epoca e le difficili condizioni delle popolazioni sotto la dominazione fascista.

Chieti, Città della Camomilla: una definizione che vive ancora nello spirito della comunità. Una definizione sicuramente radicata e che viene ancora usata anche nel pubblico dibattito con sfumature e significati a volte molto contrastanti. Se da un lato si alimenta la serenità della città quale luogo a misura d’uomo, per una vivibilità tranquilla e rilassante, dall’altro si stigmatizza la rassegnazione della città di fronte ai problemi moderni ed attuali, celebrando malinconicamente l’abbandono e la mancanza di un vero rilancio economico e culturale.

Chieti, nella realtà, da molto tempo sembra proprio aver chiuso con questo passato di città camomilla, per assumere una nuova definizione che è quella di Città Ring. Da anni oramai si registrano risse, zuffe, scontri e scazzottate varie che prendono vita da un momento all’altro, nei luoghi più disparati ma frequentati della città, sia allo scalo che nella città alta e a volte anche con epiloghi drammatici. La cronaca racconta di una città che da molto, troppo tempo non riesce a frenare questi tipici, quanto mai strani fenomeni.

Ecco dunque i brutti eventi: ma dopo i commenti, le prese di posizione, le dichiarazioni di parte e soprattutto gli specifici provvedimenti d’istituzione sulla sicurezza, sarebbe proprio il caso di dare inizio, tutti insieme e per il bene della città, ad una sana e profonda analisi su questi strani fatti di cronaca violenta.

Lasciando da parte ogni appartenenza politica e strumentalizzazione di sorta, adesso serve studiare, approfondire e sviscerare la genesi di questa singolare violenza che si sta manifestando nella città da troppo tempo. Chieti Città della Camomilla ? Si, questa definizione, comunque, ci piace tanto e crediamo possa vivere ancora nella mente, nel cuore e nello spazio di una comunità veramente luminosa per la sua serenità ed armonia e che possiamo conquistare con i potenti strumenti del dialogo e dell'impegno per il bene comune.

Nando Marinucci

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