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SULLA NOSTRA COSTA

  • Immagine del redattore: Nando Marinucci
    Nando Marinucci
  • 9 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Pescara e le scelte bizzarre per il suo futuro


Se sull’altra sponda dell’Adriatico, in Albania, si sollevano piazze e popoli interi contro investimenti edilizi e contro il Governo che lo permette, da noi, sulla nostra costa tutto scivola sulla parola riqualificazione. L’area dell’ex Cofa, oramai è certo, entro tre anni sarà riqualificata completamente con una rivoluzione edilizia che vede principalmente la realizzazione degli ultimi quattro grandi edifici. Oltre a quelli esistenti, quelli in corso di ultimazione e quelli di progetto, in poco meno di 500 metri del lungomare Cristoforo Colombo della Marina sud di Pescara, ben 10 maestosi corpi di fabbrica a ridosso del porto turistico, e della costa.


La riqualificazione, dunque, si realizzerà con qualità scientifica, urbanistica, ambientale e sociale, improntata sulla sostenibilità, questo è quello che si legge nelle intenzioni di progetto. Interverranno tantissimi enti, fra pubblici e privati, i più importanti della Regione; anche l’Università Politecnica delle Marche fra le menzionate, mentre la guida e la gestione è affidata all’Università d’Annunzio.

La realtà dice che, nonostante ci siano tutti questi enti importanti e tutto sia corroborato dalle belle parole della sostenibilità, della rigenerazione e dai preziosi contorni dei laboratori, delle ricerche e dei corsi d’acqua e del grande parco, purtroppo, tutto sembra allinearsi al classico intervento edilizio dove edifici e pertinenze conquisteranno lo spazio rimasto libero in quell’area con i grandi volumi occupati a chiarire ogni cosa.


La città di Pescara, dunque, vivrà un’altra fase importante della sua storia, ma non avrà modo di conoscere ancora un momento di vera condivisione con le varie realtà locali che si sono formate e consolidate nel tempo. Tutto quello che si vuole, con i soldi e con il potere, sulla costa ma quel mondo che resiste ancora lì dietro è ancora vivo con le sue storie, le sue tradizioni, le sue piccole costruzioni, il suo patrimonio urbano ancora visibile. Quel mondo, a quanto pare c’è ed è soprattutto fermo ed impavido.            

  

Grandi interventi edilizi di rigenerazione, alti investimenti, progetti iconici, case dei sogni e tutto il futuro che si vuole, da una parte, ovviamente tutta vista mare e a ridosso del porto turistico; dall’altra parte della strada, ai margini delle aree vip, invece, la marina sud dei ricordi: il passato edilizio popolare. Proprio lì dietro, appena attraversata la strada, ecco il vecchio quartiere con case economiche, residenze popolari e tutto ciò che è rimasto libero dai grandi progetti sulla costa. Fuori dagli investimenti importanti, dalle idee e dalle visioni degli attuali grandi decisori.

Due mondi che si contrappongono ancora; quello dei vip e l’altro anche da noi, nella piccola Pescara. Due mondi che saranno costretti, però, a convivere in una visione di città a dir poco bizzarra. Nel caos attuale che viviamo tutto ci può stare, incredibile, se non inquietante, lo strano silenzio intorno.

nm


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