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NEL BEL PAESE CHE SPROFONDA RESTA APPESA LA SPERANZA

  • Immagine del redattore: Nando Marinucci
    Nando Marinucci
  • 4 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Si sprofonda. Nella speranza, la via d’uscita.

Crolli, frane, cedimenti, cadute, rovine, sfasci, fallimenti, tracolli, disastri e tutto quello che si vuole per definire momenti brutti e negativi di questa nostra realtà che stiamo vivendo.

La cronaca ogni giorno aggiorna il registro dei guai che la nostra bella Italia sta accumulando in questi ultimi tempi. E abbiamo rilevati e appuntati tantissimi; se quelli di Nisemi potevano passare nella normalità di un’Italia dei classici fenomeni idrogeologici, i crolli di Silvi hanno impressionato tantissimo per la loro vicinanza e viva realtà.

Case che, d’un tratto, si sbriciolano a valle senza alcuna resistenza, con le strade a pezzi che scivolano dietro: semplicemente pazzesco.

Tanti disastri e fallimenti, dunque, in questi ultimi giorni. Davvero triste rilevare, tra le altre cose, anche quello marginale della nostra nazionale di calcio nell’esercizio del tricolore fallimento; quando deve andare male, va male, recita una prima ironica e fatalista.

La cronaca, comunque, ci ricorda i vari disastri italiani: dal dissesto geologico al silente collasso sanitario, dal caos dei trasporti pubblici all’inverno demografico, dal disastro dei conti pubblici agli stanziamenti scandalosamente pubblici, dal bullismo e dalla criminalità giovanile che dilaga al continuo e reiterante fenomeno mafioso, oramai dappertutto, e poi tutto il resto.

Non siamo fatalisti, sicuramente, ma sembra proprio che non ci sia limite nel rilievo quotidiano delle disgrazie più terribili, dei disastri e dei fallimenti più disparati e incomprensibili.

Tanti fatti che sembrerebbero descrivere un quadro oscuro e inquietante delle nostre vite, ma, incredibilmente, in tutta questa dinamica si può rilevare un trasporto, un’emozione, un’espressione del mondo che avanza per esprimere, sembrerebbe strano, una vitalità, la sola che può davvero alimentare speranze.

Sulla speranza, dunque, ogni nostra possibilità per cercare di ricostruire opere di liberazione, di difesa, di protezione, di riparo, di rifugio, di sicurezza e tutto quello che serve; ricostruire opere di soluzione, di rimedio e di rilancio: la sola via d’uscita, il riscatto, la salvezza.

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