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LA GRANDE THEATE

  • Immagine del redattore: Nando Marinucci
    Nando Marinucci
  • 16 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

… e le piccole dinamiche elettorali

Per le amministrative del 24 e 25 maggio a Chieti sono in corsa cinque candidati sindaci con il sostegno di tantissime liste; sette per Legnini, cinque per Sicari, quattro per Carbone, due per Colantonio e una per Cascini. Per questa tornata elettorale sono tantissimi i candidati, oltre 500 sembra, che si confrontano per essere eletti e ricoprire il ruolo di soli 32 consiglieri comunali.


Centrosinistra abbastanza compatto e ben strutturato, in controtendenza nazionale; Centrodestra frammentata, con le note difficoltà di trovare sintesi unitaria, ed una complessità che si porta dietro dalle vicende della precedente tornata; Civismo molto attivo che, per effetto di una strategia di ricerca capillare dei voti nei quartieri, dispone ad una campagna elettorale porta a porta molto ma molto accesa.


Sul risultato finale molto giocherà il consenso dei singoli candidati in campo; i temi della città e del suo futuro o quelli nazionali sono abbastanza marginali in questo particolare momento che al contrario è tutto concentrato in dinamiche elettorali davvero sui generis. Ma quali idee, quali progetti, quali programmi, le dinamiche elettorali, purtroppo, danno un quadro molto più vicino ad un gran paesone che a una città capoluogo.


Davvero strano, se non triste e malinconico, rilevare ancora e sin dall’inizio, tutte quelle attività, quei movimenti, tutto quell’agire legato alla ricerca ossessiva d’ogni centro d’influenza locale e del cosiddetto voto di vicinanza, con rapporto personale e fiducia diretta che distruggono ed umiliano, in due parole, anche i migliori progetti e più concreti e decisivi programmi elettorali per la città.


Tutto un microcosmo di appartenenze, allora. Una campagna elettorale che evolve, dunque, seguendo visite, saluti, sorrisi, incontri, comizietti, passeggiate, impegni, comunicati e tutto quello che si vuole, all’interno delle mura della teatinità, del dualismo Chieti Alta e Chieti Scalo e, alle volte, di qualche surreale creatività che, come quella dei siti porno, si allinea al degrado morale dei tempi.

Sono davvero guai, però, per chi tocca gli ambiti dell’appartenenza. Zona rossa per chi osa entrare ed esprimere concetti o parole leggere sul tema, altro che frane e dissesti, per queste cose si spostano elettorati interi.


La Nuova Pescara non ha nulla a che fare con la Grande Theate che, comunque, ha l’urgente necessità di trasformare il proprio condominio elettorale in un laboratorio di Grande Politica se vuole davvero mantenere, almeno, le sue Grandi Ambizioni.


Nando Marinucci

Nuovi Tempi


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