L’ARMA PIU POTENTE DELLA DEMOCRAZIA
- Nando Marinucci
- 25 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Elezioni dei più capaci o dei più potenti"?
Chieti, 25 maggio 2026. Nella teoria democratica l'elezione serve a scegliere i rappresentanti migliori; i più competenti, i più vicini ai bisogni del popolo.
Nella realtà politica, in verità, intervengono altre dinamiche di influenza.
Tralasciando tutti quei colori della campagna elettorale fatta di parole, di idee, di programmi, di manifesti, di gruppi, di partiti, di risorse, di carisma, di visibilità, di abilità, preparazione e tutto quello che si vuole, la realtà dice che tutto si concretizza in una vera e propria campagna di strategia militare, fatta di ben precise catene di comando; di comandi, di quartieri generali e di presidi di controllo con un generale al vertice, i capi di stato maggiore e tutte le truppe, più o meno organizzate, al seguito.
Si tratta dunque di territorio, della conquista di aree, di quartieri, di piazze, strade; tutti luoghi trattati come obiettivi militari per difendere o sottrarre terreno al nemico.
Una guerra vera e propria, mascherata in modo perfetto da un collaudato sistema militare: proselitismo, tecniche di contatto, avvicinamento, incontri, comizi e strumenti d’ogni genere.
Un sistema di strategia bellica in azione che si consuma in poco meno di un mese nelle fasi conclusive ma che, nella realtà, non conosce sosta alcuna. Sempre in lotta con una menzogna sistemica a disposizione e pronta all’uso ed un’organizzazione sempre più sofisticata, soprattutto misteriosa nelle dinamiche dei poteri economici e finanziari.
Ecco la nostra democrazia.
E allora cosa può decidere un cittadino libero, che si crede giusto, democratico e ben informato? Cosa può determinare la sua scelta in un campo di battaglia di questo genere, così ben armato, regolato e controllato se non un bel nulla?
Un misero voto nel vuoto delle possibilità invece può tutto.
Incredibilmente quel voto insieme a tanti altri voti espressi nella stessa e giusta direzione, con la stessa visione, può realizzare un sogno.
Un insieme di scelte, dunque, tutte in quella stessa direzione può ancora spazzare via ogni strategia di subdolo potere; militare o meno che sia, quel voto può trasformare un mondo nelle mani di potenti e di potentati, in un mondo nella bellezza ideale di uomini capaci.
Basta saperlo; basta volerlo veramente; soprattutto, basta comprenderlo fino in fondo. Basta capire, in definitiva, che fra gli infiniti strumenti di strategia militare varia che la nostra democrazia indegnamente contempla, ecco esiste l’arma del voto; rimane ancora l’arma più potente. Per ogni consultazione ecco, dunque, la possibilità ovvero l’opportunità di verificarne l'uso che se ne fa.
Nando Marinucci
Nuovi Tempi




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