IL MONDO LAICO A 60 ANNI DAL VATICANO II
- Nando Marinucci
- 24 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Forti dosi di appartenenza nell'incontro di Vasto
Un particolare richiamo abbiamo provato per un incontro molto raro di questi tempi, quello che si è svolto venerdì scorso al Rossetti di Vasto. Caratteri spirituali indiscutibili; la presenza di Monsignor Bruno Forte, quale figura di vertice della nostra Chiesa, ha offerto motivo di ascolto, quanto mai, prezioso, visti i tempi ma soprattutto i temi posti ed affrontati: il protagonismo dei laici a sessant’anni dal Concilio Vaticano II.
Sentirsi vicini, parte della Chiesa e cercare di viverla con giusto orientamento comporta anzitutto ascolto: ed ascolto è stato.
Il quadro di quel Concilio, con ogni possibile riferimento vissuto in quel momento storico, resta fondamento della nostra fede sicuramente. Mons. Forte ci gratifica della sua esperienza personale, disegnando contorni esclusivi, ma si rende chiaro, in poche battute, quale lavoro è stato affrontato dai Padri Conciliari per cercare di aprire ad un mondo nuovo, moderno; il nostro mondo. Nuovi tempi, dunque, per i laici; un nuovo ruolo da protagonisti.
I valori del ministero sacerdotale, dunque, per confermare il ministero dell’unità nella Chiesa; discernimento, coordinamento, formazione ma soprattutto responsabilità; ecco l’invito per i laici: mettersi in gioco in un dinamismo operoso che deve aprirsi alla novità, alla lettura dei tempi, allo slancio missionario.
Tutto chiaro quindi, ma dopo sessant’anni si registra un cammino ancora molto tribolato a carico di interrogativi. Indicazioni chiare, intenti ancora di più, responsabilità nemmeno a dirlo, ma la Chiesa si interroga. Carismi attivi, aperture d’ogni genere, atteggiamenti giusti ma si vive uno scollamento quotidiano che si legge nei numeri.
Incontri utilissimi questi; incontri che, per noi cattolici, aiutano alla verifica sullo stato della nostra fede, della nostra Chiesa, quale riferimento vicino, del nostro cammino, nel tribolato momento storico. Più che chiari i sintomi ma soprattutto indiscutibili le cause che non aiutano al vero protagonismo.
Inutile confermare, allora, la necessità di rimuovere ogni meccanismo che relega alla marginalizzazione, ecco, dunque, l’esigenza di rimuovere cicli ossessivi e ripetitivi, di rompere ogni resistenza al dinamismo, di liberarsi dai metodi tiranni, per aprire, in definitiva, all’accoglienza e al coinvolgimento, con vero e convinto impegno evangelico.
Dall’incontro di Vasto, una forte dose di sana appartenenza alla Chiesa per il mondo laico; può vivere davvero da protagonista questi nuovi tempi.

Nando Marinucci
Nuovi Tempi



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